4 PRELUDES ( Erik Satie )

1. Chavaliers Normands et Une Jeune Demoiselle 6.42

2. Prelude d’Eginhard 1.31

3. Le Nazarčen 6.12

4. 2’ Prelude du Nazarčen 4.39

5. C.Q ( M.Sebastiani ) 5.38

6. E_MANTRA ( M.Sebastiani ) 4.55

7. B_MANTRA ( M. Sebastiani ) 3.38

8. G_MANTRA ( M.Sebastiani) 3.49

9. LA SONNERIE [de St.Genevieve du Mont de Paris ]( Marin Marais ) 6.03

10. BASS EXPRESS ( M.Sebastiani ) 3.15

11. EQUINOX (J.Coltrane ) 3.31

12. IN A SENTIMENTAL MOOD ( D.Ellington ) 6.48

13. TUTTE LE FUNTANELLE ( Trad. Abruzzese ) 3.32

 

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LINER NOTES  dal CD  “ BASS EXPRESS “ – Marcello Sebastiani  ( Drycastle CDD0 029 – 2009 )

 

Bass Express č un album coraggioso perché evita di circoscriversi alla musica afroamericana e proietta la riflessione sonora sul contrabbasso in una dimensione planetaria (America, Europa, Asia) e lungo l’asse del tempo, giungendo al 1723 (La Sonnerie de Sainte-Genevičve du Mont de Paris di Marin Marais – allievo di G.B. Lully), dopo aver accarezzato il ‘900  con quattro preludi di Erik Satie. A ben vedere l’album ha un’impaginazione precisa, accurata, narrativa che impedisce – almeno artisticamente - un ascolto con sequenze casuali. I primi quattro brani sono riletture, arrangiamenti, adattamenti di brani del repertorio classico. Segue una sorta di bridge jazzistico (C.Q.) che porta a tre composizioni ispirate all’India, tre mantra contrabbassistici con centri tonali diversi, scritti da Sebastiani. Ancora un bridge, la partitura di Marais e si arriva ad altri tre pezzi, questa volta marcatamente jazzistici ( la coltraniana Equinox e l’ellingtoniana In a Sentimental Mood, piů l’originale Bass Express). Nella macrostruttura dell’album č prevista una coda, con una melodia del folclore abruzzese che chiude il cerchio. Si tratta, in definitiva, di una sorta di album multitematico schematizzabile come segue: brani classici / bridge jazzistico / brani indiani / bridge classico / brani jazz / coda folk. Un’intera carriera sonora, un’intera esistenza vengono, cosě, sintetizzate. Le scelte di repertorio si riflettono – con luminescenze diverse – in quelle strumentali e stilistiche: in ambito classico, Marcello Sebastiani usa di frequente le sovraincisioni e si divide tra archetto e pizzicato, spesso sovrapponendoli; in ambito etnico e jazzistico prevale il pizzicato e scompaiono le sovraincisioni, come a voler accentuare il concetto di composizione istantanea, di performance seppure mediata dallo studio di registrazione. Nella reale dinamica dei brani, tuttavia, gli stili non sono rigidamente separati, anzi si intrecciano in modo imprevedibile creando la policromia che contraddistingue Bass Express. I quattro preludi di Erik Satie (Chevaliers normands ed une jeune demoiselle; Prčlude d’Eginhard; Le Nazarčen; IIčme Prčlude du Nazarčen) hanno un carattere meditativo, con timbri che mutano ma tendono allo scuro. Le variazioni in pizzicato introducono inquietudini ritmiche, generando un’elastica tensione che non snatura – ma attualizza – le pagine di Satie.  Nell’austero e marziale pezzo di Marais  la sovrapposizione del pizzicato all’arco stempera l’andamento metronomico,  viene via via scardinato a livello di esecuzione e mediante improvvisazione.

La componente jazzistica di Sebastiani si rende palese in C.Q., brano bitematico (in realtŕ due sezioni timbrico-tematiche); qui, al di lŕ dei riferimenti mingusiani, si esaltano l’autonomia e la ricchezza espressiva del contrabbasso che narra e canta.  Nei tre mantra č la dimensione orizzontale del fraseggio che conduce ad una grande libertŕ, appena trattenuta dall’attrazione dei centri tonali gravitazionali; note ribattute con microvariazioni e incedere sitaristico conferiscono ai brani una dimensione intimamente indiana, frutto di approfondite esperienze sonore a fianco del tablista Badal Roy. Non č un caso che la composizione originale Bass Express sia stata scelta come titolo dell’intero album: l’incalzante giro di basso che ne costituisce la cellula-base lascia il posto all’improvvisazione, portando all’apoteosi di un solismo che mantiene la sua soliditŕ strutturante. Il ruolo storico del contrabbasso si sposa ad una dimensione di invenzione, senza per questo rinunciare ad essere pilastro della musica. Č cosě anche per Equinox e In a Sentimental Mood, dove melodia, armonia, impasti timbrici sono suggeriti e fatti intravedere con una felice scelta di tempo e di gusto. Delicatissima, memoriale, lirica č la coda di Tutte le funtanelle.  

Luigi Onori